mercoledì 10 ottobre 2018

MATTEO MEZZARO E NICOLO’ AGOSTINI, IN BAHREIN ALLA GUIDA DEL NUOVO RISTORANTE DI GIANCARLO PERBELLINI

Lo chef due stelle Michelin ha scelto due ex allievi del Master della Cucina Italiana 2016 come chef e sous chef del nuovo “La Pergola”

Ne ha parlato tutta la stampa enogastronomica e non solo: l’avventura dello chef Giancarlo Perbellini (2 stelle Michelin con la sua Casa Perbellini) in Bahrein, dove ha recentemente inaugurato il ristorante “La Pergola”, non è passata inosservata, visto che getta un ponte alla cucina italiana in questo fiorente Paese del Golfo Persico. Ma a rendere ancora più interessante e certamente meritevole la sfida dello chef veronese è aver scelto di mettere ai posti di comando del cuore di questa realtà, la cucina, due chef under 30, dando dunque fiducia piena (pur sotto il suo occhio attento) alla forza creativa e all’entusiasmo dei giovani.

Giovani sì, però con alle spalle un’esperienza importante e chi ci rende fieri: Matteo Mezzaro, chef de “La Pergola” e il suo sous chef Nicolò Agostini, infatti, sono stati allievi del Master della Cucina Italiana 2016 e solo dopo due anni dal termine della nostra scuola hanno raggiunto un traguardo così prestigioso ed entusiasmante.
Abbiamo chiesto a Matteo di raccontarci come è nata e si è concretizzata questa opportunità. Iniziamo dal “dopo Master”, allora, che gli ha fin da subito permesso di confrontarsi con la cucina che conta.

“Il mio percorso dopo il Master della Cucina Italiana è stato a dir poco fantastico: ho avuto l’opportunità e la fortuna di lavorare in molti ristoranti, partendo dal bistellato La Peca di Lonigo, con lo chef Nicola Portinari, nel quale avevo avuto l’opportunità di fare il mio tirocinio formativo, passando per La Tana di Asiago, a fianco dello chef Alessandro Dal Degan e infine l’approdo a Casa Perbellini, nella “brigata” dello chef Giancarlo Perbellini”.

Come è nato il contatto con lo chef?
“Anche se Perbellini era stato mio docente al Master, il contatto iniziale è nato da un semplice curriculum inviato via mail. Subito ci son rimasto male perché mi avevano risposto che non c’erano posizioni aperte. Poi il giorno seguente, mi ha chiamato Perbellini in persona, per fissare un appuntamento. Dopo una settimana di prova mi hanno confermato l’assunzione e ho lavorato a Casa Perbellini per un anno come Chef de Partie agli antipasti e aiuto ai dessert. È stata un’esperienza indimenticabile, che poi mi ha aperto questa strada: immagino che a giocare a mio favore sia stata la mia disciplina e il mio impegno, notati dallo chef Perbellini “.

Come affronti questa avventura: portare il nome della cucina italiana in Medio Oriente?
“È una sfida molto importante: stiamo cercando di portare l’autentica cucina italiana in Bahrein, ma a volte non è facile ottenere i risultati desiderati, sia per le difficoltà nel reperire le materie prime sia per la diversa cultura culinaria. Stiamo comunque lavorando molto bene anche con i ragazzi del posto, che sono molto curiosi di conoscere e provare con mano lo stile di cucina del Belpaese, arrivando al massimo risultato.

Quali sono le linee guida che intendete portare avanti con questo ristorante?
“Il concept è una ristorazione italiana autentica, attenta alla selezione delle materie prime, al gusto e all’impiattamento secondo le ricette originali”.

In Bahrain si crea anche un sodalizio tutto Master: accanto a te, infatti, lo chef Perbellini ha scelto nel ruolo di sous chef anche Nicolò Agostini, allievo nel tuo stesso corso. Come nasce questa collaborazione?
“Con Nicoló ci siamo conosciuti proprio durante il Master; frequentando lo stesso corso abbiamo stretto un rapporto di amicizia che ora è diventata una collaborazione professionale. Ho presentato io stesso Nicoló a Perbellini, proponendolo come mio vice in Bahrein. Prima ha avuto un periodo di prova e lavoro nel nuovo bistrot a “La locanda By Perbellini” in via Moscova a Milano, per poi affiancami qui a La Pergola”.

In cosa l'esperienza del Master ti è servita per affrontare la tua carriera lavorativa?
“Il Master mi ha insegnato a vedere la professione di cuoco sotto diverse prospettive e questo ti aiuta anche al di fuori dell’ambito professionale. Sono state moltissime  le lezioni che mi hanno colpito, anche quelle non strettamente inerenti con le materie culinarie, come le materie artistiche e umanistiche proposte. Un bagaglio che mi ha arricchito”.

Infine, Matteo, cos'è per te la cucina?
“Per me la cucina è uno stile di vita: o la ami o la odi. È una passione senza confini. A volte sento la mancanza della vita normale, le uscite il sabato sera o la pianificazione della mia vita privata, ma nonostante tutto non ho rimpianti e rifarei quello che sto facendo. Mi sento molto soddisfatto quando ricevo dei commenti sui piatti, sia da parte dei clienti che da parte di altri chef con esperienze importanti, come lo stesso Perbellini: che siano positivi o negativi son certo che mi aiuteranno a crescere seguendo la strada migliore”.

Complimenti a Matteo Mezzaro e Nicolò Agostini, allora, un altro bell'esempio per la prossima brigata di allievi che inaugurerà, il 14 gennaio, il Master della Cucina Italiana 2019! Info e iscrizioni sulla prossima edizione qui http://bit.ly/landing2019

 

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