venerdì 18 marzo 2016

IL TIROCINIO DEL MASTER APRE LE PORTE AI GRANDI RISTORANTI

L’esperienza di Lorenzo Orsini e di Daniele Scopel, che dopo aver frequentato l’edizione 2015 hanno proseguito a lavorare al bistellato La Peca e al tristellato Osteria Francescana

E’ sempre una grande soddisfazione per lo staff del Master della Cucina Italiana quando i nostri allievi entrano nelle brigate di cucina di ristoranti di alto livello, perché è una conferma, se ce ne fosse il bisogno, del grado di preparazione che la scuola garantisce. Con orgoglio possiamo poi dire che questa soddisfazione ce la leviamo molto spesso, sin dalla prima edizione del nostro corso d’eccellenza. L’edizione 2015, in questo senso, non è da meno rispetto agli anni precedenti e questa volta vi parliamo dell’esperienza di Lorenzo Orsini, toscano, fresco di tirocinio post Master 2015 al ristorante La Peca dello chef bistellato Nicola Portinari, che dopo questa esperienza è stato scelto per rimanere nella brigata di cucina.
E non è un caso isolato: anche per Daniele Scopel, come potrete scoprire dall’intervista che pubblichiamo a lato, il tirocinio dopo l’edizione 2015 del Master della Cucina Italiana è stata la chiave di volta per proseguire la propria esperienza nella brigata di un altro prestigioso ristorante: il tre stelle Michelin “Osteria Francescana”, dello chef Massimo Bottura.
Merito, ovviamente, del talento di questi giovani, che è una caratteristica fondamentale per lavorare a così alti livelli. Tutti confermano, inoltre, quanto il Master della Cucina Italiana sia stato fondamentale nel loro percorso di crescita, perché ha davvero consentito di avere gli strumenti tecnici e di pensiero, per cogliere il meglio di queste esperienze.
“Il mio tirocinio con il Master mi è servito per crescere – ci racconta Lorenzo Orsini -. E’ stato molto intenso sia a livello professionale, sia a livello umano, perché ho trovato persone estremamente disponibili e alla mano”.
La preparazione che hai ricevuto al Master quanto ti ha aiutato a dare il meglio in questa esperienza?
“Il Master ti permette di cogliere il massimo quando sei a contatto con questi professionisti, di apprendere le migliori tecniche e tante accortezze che poi ti servono nel lavoro al ristorante”.
Qual è stato il tuo ruolo durante il tirocinio?
“Durante il tirocinio ero  addetto agli antipasti: facevo tutte le preparazioni della linea di base e verso la fine del tirocinio, anche dei piatti”
Tu sei di Firenze, come è stata questa immersione nella cucina veneta?
“Un toscano che lavora il Baccalà alla Vicentina può sembrare originale, è vero. Ma è stato entusiasmante imparare la storia di questa cucina fantastica”
In questo senso qual è il piatto de La Peca che hai più a cuore?
“Senza dubbio il baccalà mantecato, che viene preparato da quando il ristorante è aperto. E’ uno dei cavalli di battaglia del locale ed è meritatamente conosciutissimo”
E fra  gli antipasti, cioè nella linea in cui lavori?
“Ce ne sono tantissimi, difficile scegliere. Il primo tra tutti, per me, è probabilmente “La Terra”, che è un’esplosione di sapori, tutti vegetali, fatti con radici, carote e erbette fresche”.
E ora cosa ti aspetti dai prossimi mesi?
“Di continuare a lavorare qui, con lo chef Portinari, che spero mi accompagni  ancor più in questo mio cammino di miglioramento”.
In bocca al lupo, allora, a Lorenzo Orsini e a Daniele Scopel per la loro carriera. Mentre noi ci prepariamo a raccontare altre storia di successo dei nostri allievi.

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