venerdì 04 novembre 2016

DAL MASTER DELLA CUCINA ITALIANA ALLA “BRIGATA” DELL’OSTERIA FRANCESCANA

Con lo chef Massimo Borttura lavorano stabilmente Giulio Martin e Daniele Scopel, che qui sono arrivati grazie allo stage del Master

Pochi (per scelta), selezionati e motivati. Sono gli allievi del Master della Cucina Italiana: una brigata composta ogni anno al massimo da 20 aspiranti cuochi, che si confrontano con oltre 40 docenti in 800 ore di full immersion tra pratica e teoria.
Una scelta di qualità, quella effettuata in Esac Spa, la società che organizza il corso, che però è stata premiata da risultati eccezionali, come l’altissima percentuale di allievi che, dopo il Master della Cucina Italiana, hanno continuato a lavorare in cucine di alto livello (il 95%).
Di storie di successo ne abbiamo già raccontate molte, ma forse la più particolare è quella di due ex allievi che stanno condividendo un’esperienza straordinaria. Certo, straordinaria,  perché in altro modo non si può definire il percorso che ha portato  Giulio Martin prima e Daniele Scopel poi a lavorare in quello che è considerato il miglior ristorante al mondo: l’Osteria Francescana dello chef Massimo Bottura.
Per loro le porte di questa eccezionale esperienza si sono aperte proprio grazie al Master della Cucina Italiana: l’edizione 2013 per Giulio e la 2015 per Daniele.
Che fossero ragazzi di talento lo si era capito subito e per questo, come avviene sempre al Master, il Comitato scientifico aveva deciso di “alzare l’asticella”  delle difficoltà, indirizzandoli nello stage post Master in una delle cucine più prestigiose e complesse del panorama nazionale e internazionale. Una prova anche della validità del piano didattico del nostro corso: i nostri due allievi avrebbero infatti dovuto “farsi onore” in una brigata di cucina certamente selezionata tra i migliori professionisti, considerato che l’Osteria Francescana seleziona il proprio personale a fronte di migliaia di curriculum che arrivano ogni anno.
Grande dunque la nostra soddisfazione nel vedere che Giulio Martin e Daniele Scopel non solo hanno svolto egregiamente il loro stage, ma hanno anche conquistato l’assunzione e lavorano stabilmente nello staff dello chef Bottura. Li abbiamo incontrati nella loro giornata di riposo, a Rubano (PD), al Calandrino, il bistrot della famiglia Alajmo. “Dopo lo stage e la conferma all’Osteria Francescana ho fatto esperienza un po’ in tutte le partite - ci racconta Giulio Marin – e attualmente sono capopartita dei secondi. L’inizio certamente non è stato facile, per l’impatto che chiunque può avere quando si cucina ad altissimi livelli. Poi tutto è andato al meglio e oggi mi rendo conto che sto vivendo un’esperienza fantastica. Ogni giorno – continua Giulio - mi sorprendo per qualcosa di nuovo da scoprire e poi trovo fantastico anche la possibilità di accompagnare lo chef Bottura nei suoi viaggi all’estero. E’ anche l’occasione per conoscere nuove culture gastronomiche. Quella che mi ha sorpreso di più? La cucina coreana, è davvero un altro mondo, da cui si può imparare moltissimo”.  
Grande anche l’emozione di Daniele Scopel, che dopo lo stage effettuato grazie al Master, nel maggio scorso è entrato nella brigata dell’Osteria Francescana. “Sono commis agli antipasti e per me è davvero una soddisfazione enorme essere qui. C’è moltissimo da fare, ma il clima è straordinario perché qui si lavora divertendosi e  si hanno tantissime soddisfazioni. E poi c’è l’adrenalina del servizio che è indescrivibile. I miei piatti preferiti in questo momento? Beh il “Baccalà mare  nostrum” e “Le 5 stagionature di Parmigiano”: sono creazioni straordinarie”.
Essere artefici di questi piatti che fanno oramai parte della storia della cucina italiana  deve essere certamente una grande emozione. Emozione che sta sicuramente vivendo un altro nostro allievo, Lorenzo Coccovilli, che all’Osteria Francescana in questo momento sta facendo lo stage post Master 2016. “Sono anch’io commis agli antipasti da un paio di settimane – ci racconta – il primo mese, invece, ho lavorato alla piccola pasticceria. Sono a stretto contatto con il sous chef e con gli altri ragazzi della brigata dunque è un’esperienza molto formativa. Si respira l’aria di un ambiente stimolante e creativo”.
Auguri ragazzi, fatevi valere!

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