lunedì 11 maggio 2015

CHEF MAURO ULIASSI: “LA PASSIONE E’ IL PRIMO INGREDIENTE”

Il cuoco stellato di Senigallia ha spiegato agli allievi l’importanza di mettere entusiasmo in questo mestiere e dl puntare sul lavoro di squadra

L’entusiasmo dello chef Mauro Uliassi è contagioso e trascinante. Così ogni sua lezione al Master della Cucina Italiana  è il momento per confrontarsi con un tema che sta alla base di questa professione, tanto quanto le capacità tecniche: la passione. “L’impostazione che ho dato alla mia lezione qui al Master – ci spiega -  è quella di raccontare prima di tutto come siamo arrivati a fare questo mestiere, quali sono le emozioni che ci hanno spinto a vivere in questo modo la nostra professione. Vogliamo far capire ai ragazzi il sentimento che ci ha mosso e ci muove ancora nel fare questo  mestiere”.
E questo sentimento lo chef Mauro Uliassi lo spiega con la luce negli occhi: “Cucinare – ci dice  - è un atto che ha una profondità straordinaria, ancestrale, legata al nostro Dna, e quindi deve sempre essere fatto con grande entusiasmo e consapevolezza. E l’ingrediente essenziale per avere questo tipo di sentimento è certamente la passione. Nella mia lezione ho voluto aiutare questi allievi a riconoscere se effettivamente quello che stanno cercando di fare è mosso da una profonda passione, perché senza di quella tutto è più complicato”. E lo chef Uliassi lo ha fatto, ovviamente, a modo suo, cioè attraverso la cucina, raccontando ad ogni piatto - preparato in diretta nella cucina dimostrativa del Centro Formazione Esac, - qual è stata la molla creativa che lo ha ispirato, quali sono gli elementi innovativi e della tradizione che lo contraddistinguono e quali difficoltà tecniche sono state affrontare e superate.
“Abbiamo costruito la lezione con una serie di piatti che fanno parte della storia del nostro ristorante – afferma -, partendo dall’aperitivo, per far capire quanto è importante il ricevimento, vale a dire saper mettere a proprio agio il commensale. Poi abbiamo eseguito tre piatti di pesce crudo, tre di pesce cotto, un piatto di selvaggina e poi la pasta, cercando di dare una visione più ampia possibile  di quello che facciamo Senigallia, nel nostro ristorante. Mettendo, in particolare,  l’accento- conclude - su come andiamo a realizzare questi piatti, sul nostro gruppo di lavoro, sulla creatività. Sull’importanza, in particolare, di provare piacere nel cucinare e di vedere e leggere il piacere degli altri. Perché non mi stancherò mai di sottolineare l’importanza, soprattutto per questi giovani, di dare senso e valore a quel che si sta facendo”.

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